Lingua cimbra

Le isole linguistiche cimbre

Sono attualmente tre: Luserna, Giazza e Mezzaselva di Roana. La prima è in provincia di Trento,  a 1.333 msm d’altezza, a ridosso del confine con la provincia di Vicenza, e può essere raggiunta da Lavarone oppure da Pedemonte nell’alta Val d’Astico. Luserna è di gran lunga l’isola linguistica cimbra più grande, venendo la lingua nativa usata quotidianamente dalla maggioranza dei suoi 303 abitanti.
   
Subito dopo viene Giazza, nel punto più alto della Val d’Illasi (a 758 msm), dove il tàuc’ è parlato da alcune decine di persone, ma è capito da altrettante. Mezzaselva, frazione di Roana sull’Altopiano dei Sette Comuni (o Altopiano d’Asiago) a 1.013 msm, conta ormai pochissimi parlanti cimbro. Un importante elemento di dissoluzione delle isole cimbre, come di tante altre isole linguistiche italiane ed europee, è costituito dalla mancanza di lavoro: molti, così, emigrarono — soprattutto a partire dalla prima guerra mondiale — alla ricerca di un futuro migliore nelle città vicine e anche in quelle lontane.
   
Va ribadito che i Cimbri non vanno confusi coi Ladini (la cui origine è latina), né con gli abitanti delle isole linguistiche tedesche dei Mòcheni, dei Walser del Monte Rosa, di Sappada, Sauris e Timau (quest’ultima nell’alta Val Canale, in Carnia).
   
Le isole linguistiche rappresentano un grande patrimonio culturale, che non deve andare disperso. Un grande aiuto alla loro conservazione può venire dal turismo, che permette alla gente del posto di avere un’occupazione dignitosa (nei ristoranti, nei bar, nei centri culturali, nelle Pro Loco) senza doversi allontanare dal paese.
 

← Torna all’archivio