Ljetzan-Giazza è un piccolo borgo posto alla sommità della Valle di Illasi che, dalla pianura, si insinua fin nel cuore dell’Altopiano della Lessinia, circondato da una grande e antica foresta demaniale. Il piccolo abitato si stringe intorno al torrente, il Pach, che scende impetuoso in tempi di pioggia intensa, ma che inspiegabilmente nel breve tratto di tre giorni scompare oltre l’abitato di Selva di Progno inghiottito da fenomeni di carsismo sotterraneo che lo rendono secco e ghiaioso per gran parte dell’anno, fino a raggiungere la pianura, disseccandosi e morendo lentamente.
Il luogo isolato dove sorge questo borgo, e la difficoltà degli scambi e delle comunicazioni con la pianura, ha permesso proprio qui la sopravvivenza dell’antica lingua cimbra. A Giazza vivono infatti gli ultimi a parlare questo antico idioma che, nel resto della Lessinia, è sopravvissuto invece nei toponimi, nei cognomi e anche nelle antiche leggende, di fade e di orchi, che ancora si raccontano.
Ljetzan-Giazza è anche il luogo dove si conservano antiche usanze. Ogni anno, nel Solstizio d’Estate i Cimbri si raccolgono a suggellare l’antico patto che li lega nei tredici magici fuochi e dove si alzano le fiamme luminose per ricordare la sopravvivenza di un popolo che ha attraversato le Alpi e che qui ha messo radici
Qui ha la sua sede ufficiale l’Associazione Cimbri della Lessinia-Curatorium Cimbricum Veronense, nel Centro di Cultura Cimbra nella piazza del paese.
Lingua cimbra